4 dicembre 2019 - Software

Decreto ingiuntivo su fattura elettronica: cosa allegare

Decreto ingiuntivo su fattura elettronica: cosa allegare
 
2 Dicembre 2019
 
La fattura elettronica può considerarsi prova scritta ai fini dell’emissione del decreto ingiuntivo per il recupero crediti nei confronti del debitore? 
 
Hai emesso una fattura elettronica nei confronti di un cliente che, tuttavia, nonostante i solleciti, non ti ha ancora pagato. 
Ora, ti tocca avviare la procedura di recupero del credito. 
Il tuo avvocato ti ha anticipato che è possibile evitare la causa ordinaria. 
«Si può richiedere in tribunale un semplice decreto ingiuntivo – ti ha detto – che funge da condanna al pari di una sentenza». 
 
La cosa ti conforta perché hai bisogno di recuperare, al più presto, l’importo che ti è dovuto. 
Tuttavia, il legale è stato sibillino nel momento in cui ti ha spiegato la procedura da seguire. 
Ti ha detto che serve una «prova scritta». 
Senonché, nel caso della fattura elettronica, questa non può considerarsi, come un tempo, un documento cartaceo, trattandosi di un file che nasce digitale e sempre in formato digitale viene trasmesso all’Agenzia delle Entrate. 
L’eventuale stampa del pdf di cortesia sarebbe una semplice riproduzione meccanica. 
Insomma, hai il sospetto che tale duplicato non possa considerarsi quella prova scritta che ti ha chiesto di portargli l’avvocato. 
Di qui il problema: in caso di richiesta di un decreto ingiuntivo su fattura elettronica, cosa allegare?
 
La questione si è posta all’alba dell’avvio del nuovo sistema di fatturazione per professionisti e aziende. 
Ora, per fortuna, la giurisprudenza ha iniziato a colmare la lacuna presente nel Codice di procedura civile, Codice ovviamente rimasto all’epoca anteriore alla rivoluzione digitale. 
Il primo di questi provvedimenti – in risposta ovviamente a un ricorso per decreto ingiuntivo – è stato emesso dal tribunale di Verona [1]. 
Ecco cosa hanno detto i giudici veneti in merito.
 
Indice
 
1 Decreto ingiuntivo: quale prova?
2 Fattura elettronica: cosa allegare al ricorso per decreto ingiuntivo?
3 La fattura elettronica è una prova scritta?
 
1 - Decreto ingiuntivo: quale prova?
La storia dei decreti ingiuntivi inizia con il Codice di procedura. 
L’articolo 634 Cod. proc. civ. stabilisce, come noto, che per avere un decreto ingiuntivo basta anche l’emissione di una fattura «purché bollata e vidimata nelle forme di legge e regolarmente tenuta, nonché gli estratti autentici delle scritture contabili prescritte dalle leggi tributarie, quando siano tenute con l’osservanza delle norme stabilite per tali scritture». 
 
Così, nella prassi dei tribunali, un tempo, per ottenere il decreto ingiuntivo era richiesta, oltre alla fattura, l’estratto del libro giornale bollato dall’Agenzia delle Entrate con l’autentica del notaio.
 
Poi, il libro giornale è stato abolito nella modalità tradizionale. 
Sicché, i giudici si sono orientati nel richiedere la fattura con un estratto delle scritture contabili, stampato su un normale foglio di carta, e l’autentica dietro del notaio. 
In realtà, il notaio si limitava ad autenticare la firma del legale rappresentante dell’azienda il quale dichiarava che la stampa era conforme all’originale presente “all’interno del computer”.
 
Infine, si è abolita anche questa ulteriore formalità. 
Sicché, fino a ieri, per ottenere un decreto ingiuntivo è stato sufficiente depositare una copia della fattura inviata al cliente. 
 
Oggi, però, la fattura elettronica ha stravolto questo meccanismo. 
Le fatture non vengono più stampate e spedite al cliente, ma trasmesse direttamente all’Agenzia delle Entrate per modalità elettronica. 
Ed allora, qualche avvocato attento al fatto che l’eventuale stampa del pdf sarebbe risultato una semplice copia di un file nativo digitale, si è chiesto cosa allegare al ricorso per decreto ingiuntivo su fattura elettronica?
 
2 - Fattura elettronica: cosa allegare al ricorso per decreto ingiuntivo?
Secondo la pronuncia in commento, la fattura elettronica può considerarsi una prova scritta per il rilascio del decreto ingiuntivo. 
Ciò perché, in base alle norme del codice dell’amministratore digitale – confermate dal provvedimento del 2018 dell’Agenzia delle Entrate [2] – il sistema di interscambio (Sdi), genera documenti informatici autentici e immodificabili: in tutto e per tutto uguali all’originale. 
Viene, dunque, meno l’obbligo di estratto autentico delle scritture contabili.
 
In buona sostanza, per far scattare l’ingiunzione di pagamento – sia in tribunale che al giudice di pace, ovviamente, visto che la procedura non cambia – basta la fattura elettronica prodotta in giudizio dalla parte dell’avvocato del creditore. 
 
Come detto, anche l’Agenzia delle Entrate è favorevole a questo orientamento: il formato xml non contiene macroistruzioni o codici eseguibili tali da consentire modifiche ad atti, fatti e dati rappresentati nella fattura elettronica. 
Lo Sdi verifica la firma elettronica e, se il certificato non è valido, il file viene scartato con tanto di ricevuta.
 
3 - La fattura elettronica è una prova scritta?
Del resto, la legge [3] prevede che i soggetti obbligati ad emettere fatture in via elettronica sono esonerati dall’obbligo di annotazione nei registri; per essi è venuto anche meno l’obbligo di tenere i predetti registri. 
Ed è la stessa norma a stabilire che ai fini di «duplicato informatico» si intende il «documento informatico ottenuto mediante la memorizzazione, sullo stesso dispositivo o su dispositivi diversi, della medesima sequestra di valori binari del documento originario».  
 
Insomma, quelli generati dallo Sdi non sono semplici copie, ma documenti indistinguibili dai loro originali laddove possono essere scaricati da “fonte/terzo qualificato” come l’Agenzia delle Entrate.

Fonte: www.laleggepertutti.it

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